Dopo la pioggia le buche si aprono perché l'acqua svuota la base della strada
Il 2 novembre a Palermo sono caduti 40 mm di pioggia e in via Imera l'acqua è arrivata a 64 cm. Perché le buche nascono dopo ogni temporale e perché la voragine è un'altra cosa.

Il 2 novembre, con la tempesta Agneta, nel centro di Palermo sono caduti 40 mm di pioggia, secondo i dati di MeteoPalermo delle 14:50. In via Imera l’acqua ha raggiunto i 64 cm.
Dopo ogni pioggia forte compaiono nuove buche, e il motivo sta sotto l’asfalto. Se l’acqua entra da una crepa, ogni mezzo che passa, dal camion allo scooter, la spinge come una pompa e porta via la ghiaia della fondazione. Il manto resta senza appoggio e cede. Caditoie intasate, scavi richiusi male e toppe d’emergenza fanno il resto.
La voragine è un’altra cosa: nasce in profondità, quando l’acqua svuota il terreno sotto la strada, come in via Cappuccini a Palermo il 27 marzo.
Intanto altre città stanno togliendo asfalto per diventare città spugna: si chiama depaving. Nel 2025 nei Paesi Bassi sono state tolte quasi 6 milioni di mattonelle per far posto al verde, Milano ha rimosso 60.000 m² di asfalto e cemento tra il 2022 e il 2024, e Genova è la prima città italiana ad averlo inserito nel piano urbanistico. Ne parleremo nel prossimo post.
Tappare la buca non basta: una strada dura se l'acqua va via. Conta la manutenzione fatta prima della pioggia, non la toppa dopo.
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